Beyoncé è stata accusata di discriminare le persone con disabilità

Renaissance, il settimo album in studio di Beyoncé, è uscito da pochi giorni ma sta già sollevando le prime polemiche: in un articolo pubblicato questa mattina Hannah Diviney, opinionista del Guardian che si occupa di tematiche legate a diritti e disabilità, ha infatti accusato Queen B di abilismo. Il motivo? Una parola impiegata in Heated, l’undicesima traccia del disco, che vede la partecipazione di Drake.

Nel testo, infatti, compare due volte parola “spaz” (abbreviazione di “spastico”), che Diviney considera discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità. Qualche settimana fa, la giornalista aveva portato avanti una protesta simile nei confronti di Lizzo, evidenziando l’utilizzo dello stesso termine in Grrrls, terza traccia di Special, ultima fatica discografica della cantante di Detroit. In quell’occasione, Diviney aveva accusato l’artista di incoerenza, sottolineando come l’impiego di una parola così insultante cozzasse con l’impegno civile che la stessa Lizzo, attivista per i diritti delle persone afroamericane e impegnata, da anni, come portavoce del body positive, porta avanti da tempi non sospetti.

In quell’occasione, Lizzo non è rimasta indifferente all’appello, scegliendo di auto–censurarsi e spiegando le proprie motivazioni in un tweet: «Non ho mai voluto promuoverlo (il linguaggio discriminatorio, ndr), sono una donna nera e grassa in America. Sono stata presa di mira molte volte da persone che utilizzavano un linguaggio discriminatorio contro di me. Quindi comprendo il grande potere delle parole (se utilizzate intenzionalmente o come nel mio caso involontariamente). Sono orgogliosa e fiera di aver modificato il testo di Grrrls, perché voglio fare parte di questo cambiamento».

Secondo Diviney, compiendo un passo indietro, Lizzo avrebbe offerto «una masterclass su come essere un vero ed efficace alleato» della causa delle persone con disabilità. Di contro, la giornalista ha spiegato di aver provato un certo “sconforto” per la scelta di Queen B: «Pensavo che avessimo cambiato l’industria musicale e avviato una conversazione globale sul linguaggio abilista, intenzionale o meno», ha scritto, dichiarando che «Le persone disabili meritano di meglio. Non voglio avere di nuovo questa conversazione».